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Testi Metal Tradotti

Testi tradotti in italiano dei nostri gruppi metal preferiti. In continuo aggiornamento...

DiAmorte - The red opera

Pubblicato su 9 Novembre 2020 da Federico Fasciano


ACT I: A TALE OF TWO FALLEN KINGDOM - ATTO I: STORIA DI DUE REGNI IN ROVINA

THE SCARLET MERCY - LA PIETA' SCARLATTA

Questi sono gli ingannevoli capitoli del mio racconto,
dove il pendolo ha smesso di oscillare
e attira il nostro interesse.
Spesso penetro nel mondo inferiore,
annunciato dalla neve che cade.
Laggiù mi trattengo, nel blu intenso del mattino,
dove stancamente la luce s'irradia gelida
e la prima notte sorge dai confini della morte,
assediata dagli inferni allestiti nella nostra mente.
Volute di fumo corteggiano la luce diafana
e la fine comincia col sopraggiungere delle ombre.
Qui ci avviciniamo alla Grande Divisione
e ne separiamo le parti come un coltello,
perché il nostro destino consuma il desiderio
e la pietà scarlatta è più che santificata.
Oh, padre Notte! Inviaci un segno
nel punto in cui l'orizzonte carpisce l'accusa 
di gettare luce sulla forgia della nostra vita,
depositaria di un radiante capestro.
Una vittoriosa élite marcia verso la morte
e noi ne seguiremo le impronte.
La mortalità è macchiata nelle terre d'estate,
dove un tempo abbiamo sognato
e la canzone d'amore del ghiaccio per il sole
l'affligge col suo sguardo altezzoso.
Deriviamo dal passato e agognamo nuova vita,
mentre la musica brama nuove rime.
Che cos'è un tramonto se non la fine di un'esistenza
che non conoscerò mai?
La salvezza è di qualche istante in ritardo.
Concedimi un diverso finale
quando calerà il sipario!
Ti prego, smettila di compiacerti delle tue azioni malvagie!
Supplico per il tuo dolore.
Maledizioni si riversano fuori dalle tombe vuote e dal suolo empio.
Trattieni i tuoi fantasmi,
come fossero echi imbrigliati dell'anima!
La libertà della morte ci è negata
e così procediamo.

THE EVERLASTING NIGHT - LA NOTTE ETERNA

Erano patti solenni.
Lo abbiamo sempre saputo.
Si muore velocemente e i tanti diventano pochi.
E' brutale quanto la tempesta che ne è derivata.
Tutti hanno qualcosa da rivendicare 
e cercano di risolverla nei colori scarlatti.
Padre Notte, ormai crudele,
è come uno scudo calante non più schierato dalla nostra parte.
Ma giuro, una volta ogni due settimane,
che la vita riscuoterà dove un tempo dimorava.
Onde senza luminosità di un'era antica.
La ruggine della terra scorre 
e s'infiltra nei sepolcri.
Quanto possono essere benigne le testimonianze sul nostro passato?
Il sangue intride ogni pagina.
Che sia una maledizione o una purificazione,
in ogni caso non ascolteremo una parola.
Cammineremo ancora nella notte,
senza paura, come se fosse giorno.
Sussurrami all'orecchio che ascolti la mia preghiera,
anche se alla fine saranno ugualmente tutti presenti!
Allora raduniamoci sotto la luna naufraga,
come coraggiose prede che affrontano i lupi.
Verranno per noi,
nel momento del nostro bisogno,
per garantire la pace
e ululeranno litanie trasportate dalla brezza.
Per i caduti!
Per i solenni!
Raccogliamo le forze! L'alba è prossima.
D'ora in poi, con fermezza, potremo avanzare.
Sappiate che possiamo reclamare il crepuscolo!
Per la gloria della notte eterna!
Un viaggio nel buio tra le insidie della luce.
Per la gloria della notte eterna!
Vi condurremo verso i primi lucori
e le vostre virtù rimarranno immacolate.
Torpidi procedono con i passi dei morti.
La speranza li dirotta verso i campi dell'afflizione
e i loro spiriti restano senza fiato.
Per la gloria della notte eterna!
Dove le anime smarrite ritrovano un nome.
Prima del culmine dell'aurora
le nostre preghiere sono state lasciate a morire.
Abbandonate alle ombre,
le nostre paure si manifesteranno.
Ci riuniamo sotto il campanile della chiesa,
dove le campane battono all'unisono
per ogni uomo che ha perso il respiro all'inferno.
E' un paesaggio morto
di volti anonimi, nostri consanguinei.
Cuori esausti di nomi impressi sulla pietra.
Soltanto noi abbiamo avuto fede
quando la morte ha rimpiazzato il ricordo
e ugualmente abbiamo tirato avanti.
Quando chiedevamo una risposta 
sul significato della vita
la morte è stata la risposta stessa.
E' qui che abbiamo perso il respiro all'inferno.

ASHES AND SORROW - CENERI E DOLORE

Ci accalchiamo tra queste mura
che si sgretolano come i nostri cuori e le nostre menti.
Lo scenario contempla stalle piene di cadaveri.
Ci sentiamo uniti da tutto ciò che abbiamo perduto.
Questa atmosfera è in armonia con le lacrime,
nonostante le labbra siano troppo congelate
per riuscire ad esprimere le proprie disgrazie
e gli spasmi della luce morente 
ci abbiano conquistato sempre di più.
Dobbiamo sopportare incubi viventi.
L'umanità è l'unica verità 
capace di rianimare l'anima dal proprio cordoglio.
Di riabilitare lo spirito e rinnovare il sangue.
Il nostro viaggio prosegue tra innumerevoli morti.
Individui senza nome che conoscevamo come amici.
Campi di volti devastati dalle tracce 
di gelidi orrori, paure e lamenti.
L'imbrunire giunge a passo spedito
e ancora sto supplicando
di trovare la forza di arrivare alla fine.
Il mio cuore è pesante per coloro che non sono stati risparmiati,
mentre un vento affilato come un rasoio mi strappa il respiro.
L'umanità è l'unica verità 
capace di rianimare l'anima dal proprio cordoglio
e di riabilitare lo spirito.
In lontananza si distinguono guglie contorte nella livida radura.
Si profilano come un oscuro ritratto,
avvolte in una foschia miasmatica.
I più speranzosi si raccolgono tremanti accanto al fuoco che langue
e bruciano i confratelli morti per poter restare loro vivi.
E che ne è della fede?
La volontà è annichilita.
Soltanto la morte viene ascoltata
quando mancano le parole.
Non esiste un luogo (sicuro),
a parte quello della fuga verso la tomba
e intanto i cimiteri crescono in ampiezza.
Le pire sono costituite da intrecci d'ossa carbonizzate
e illuminano la notte che non conosce riposo.
Si soffre sotto la luna d'Autunno
e la pioggia acida batte più intensa sulle ferite doloranti.
Lo stesso nessun'anima riposa
e, sapendolo, gli esseri viventi agonizzano.
Le tenebre rigurgitano creature deformi,
fattezze di un'esistenza dal battito cardiaco luttuoso.
Pur di reclamare la luna, la pulsazione profanata sopporta
quella paura ben nota ancor più che nelle favole.
Seguitemi nel grigiore!
Oltre la nebbia possiamo porre fine a questa piaga!
Ricordo un tempo prima del conflitto.
Prima che le profonde urla carminie fuoriuscissero dalla notte.
Ricordo un luogo in cui ancora il sole splendeva.
I giorni in cui gli anni sembravano fin troppo ridenti.
Raccontatemi da capo le storie in cui un miracolo
valeva più di qualsiasi afflizione!
Tenetele accanto a voi, perché ci ricorderanno
di quando tutti insieme ci opponevamo al futuro oscuro!
Tutti i miei pensieri si interromperanno domani.
Tutto il mio amore si consuma tra ceneri e dolore.

LOVESONG OF THE DAMNED - LA CANZONE D'AMORE DEI DANNATI

Si risvegliano i capricci della notte 
e le guglie sono illuminate dalle luci di candele sotto la luna.
Una linea di sangue maledetta.
Vene sporcate di blu.
Uno scopo affascinante per poter vivere di nuovo.
Liberami!
Non c'è più tempo.
Le vecchie storie che rivestono le pagine.
Le note sui propri lutti che sono sempre le stesse
e lasciano i segni delle stigmate su questa vita terrena.
Dai patti d'avarizia la nostra ingordigia è garantita.
Le conquiste hanno un prezzo disastroso
e il nostro regno indomito ne ha uno ancora più alto.
Ma non è abbastanza!
La nostra gloria è meritata?
Abbiamo barattato il futuro con la vita eterna.
Tanto tempo fa eravamo noi stessi.
Tanto tempo fa non eravamo così diversi.
Lo splendore della vanità valeva la rovina?
Orrendi destini hanno trionfato su di noi,
più di quanto la mortalità potesse sopportare.
Oh valore! Fai ritorno dalle prigioni della nostra vergogna!
Dalle figure torturate che non hanno nessuno da incolpare!
E' più ardente il nostro desiderio di camminare sotto il sole
di quello degli imperi conquistati.
L'ombra si sofferma in attesa, sotto un velo di luce
e la nostra esistenza è gettata in un purgatorio,
perso da qualche parte tra la vita e la morte.
Per gli schiavi la vita esige 
rossi tesori sotto volte simili a nude gole
ed ancora le lacrime verranno versate in perpetuo dalla società sanguinante.
Consegnati alla terra sono i nostri anni nella tomba
e l'umanità ne è soppressa fino alla cancellazione.
Le nostre anime sono funestate dal marchio della dannazione
e oltre questi tempi estenuanti
si affretta un'indolente sofferenza.
La mano del karma si è occupata del nostro destino.
La storia è all'epilogo,
eppure avanzano pagine vuote.
Oh, giorni virtuosi!
Oh, destino fortunato!
Perdonate i nostri peccati!
Ascoltate il nostro appello da un regno in declino!
Daremmo qualsiasi cosa.
Salvatore! Traditore!
La trepidazione immobilizza la scena.
Oltre il confine in un abbraccio invisibile!
I segreti vengono sbriciolati tra le fiamme
e gli antichi giuramenti invadono la nostra mente.
Andiamo avanti per sciogliere i legami
decretati attraverso la congiura!
Nessun'ombra di tirannia indugerà oltre,
né conquisterà ciò che brama.
In questo tenebroso regno di nobili bestie
rialzatevi dal pantano!
Creature dalle sembianze ceree sono discese,
evocate dai campanili dalle guglie nere.
Non soccomberete più alla fede nei cancelli del Cielo,
né all'abbraccio dell'inferno.
I pagani senza nome sono piaga della ragione
e io ho incarnato quel vile tradimento.
Addio al sole!
Addio a tutti coloro che abbiamo amato!
Non mi rimane altro che macerie da condividere.
Sono diventate l'epilogo di questa vita, anni immortali.
Dentro di noi una bestia osserva nello specchio.
Chiudete gli occhi e guardate! Svanirà.

ACT II: SALVATOR IN PERPETUUM - ATTO II: SALVATORE IN PERPETUO

INTERLUDE: FAYTE'S ARIA - INTERLUDIO: ARIA DI FAYTE

Ho rinunciato alla mia spada da tempo immemore
e il prezzo è stato alto: nostra madre ci ha denunciato.
Dovrei rimanere immobile come una statua,
mentre il caos si propaga intorno a noi?
Mi chiedete: "Che qualità hanno i fendenti affilati di una lama 
quando ciò che di certo procurano sono tagli che portano alla tomba?"
Terra che bruci, non raccontarci storie di eserciti clementi
o di purezza della razza!
Ciò che rimane deve essere condannato allo stesso destino?
Nella morte si perde il proprio nome
e si ottiene la liberazione dal dolore,
dopo una vita di grandi sofferenze.
L'araldo della morte che viene da lontano non è un arcangelo.
Colui che non sarà mai più il salvatore.
Custodiamo la spada d'acciaio
e l'albero della vita che le dà luce.
Se verrete nel mio paese
capirete che cosa è successo
e ve lo troverete di fronte.
Salvatore in perpetuo.

THEME OF THE BETRAYER - LA CANZONE DEL TRADITORE

La morte canta a voce alta.
Esprimete ora i vostri ultimi pensieri,
prima di ritrovarvi sottoterra.
E' il momento di versare quelle lacrime
che mai avreste creduto di dover piangere.
Una promessa giunge dall'alto.
Il frammento di speranza che vi servirà per sopravvivere.
Ma sotto il suo manto funebre
la speranza si porta dietro una bugia.
Si sono incontrate dove la fede e l'inganno s'intrecciano,
quando è caduto l'ultimo albero
ed è stato abbattuto come i morti e come me.
Le vostre ultime preghiere s'innalzeranno quando vi uccideranno
e le mie parole erano destinate a graffiare ancora di più.
Non percepite il vento del cambiamento?
Esalano i secoli della storia.
Con un bisbiglio tutti quegli anni vengono cancellati.
La tenebra reclama il mondo in cui la luce ha fallito.
Ci credevate?
Avete letto le profezie?
O pensavate che la fine non sarebbe mai arrivata?
Io ho la risposta, anche se non capireste.
Facciamo tabula rasa
e dalle ceneri ricominceremo!
La mia venerazione per la vita
sicuramente significherà la vostra fine.
Ci credevate?
Avete letto le profezie?
O pensavate che la fine non sarebbe mai arrivata?
In qualche modo verremo salvati.
Pensavate che il sole non sarebbe mai sorto?
Non resterà nessuno a gridare.
Non meritate questo tempo!
Non meritate questa vita!
Tutti i vostri peccati sono stati portati alla luce.
Lasciate che il giudizio venga per mano mia!
Mi dispiace. 
L'unico modo di salvarvi è quello di uccidervi.
Ci credevate?
Avete letto le profezie?
O pensavate che ce l'avreste fatta?
Con me! Non sarò più il salvatore.
Sono la luce che ha fallito.
Non potete vincere.
Dovete morire.

ACT III: MEMORIES FOREVER CEASED - RICORDI PERSI PER SEMPRE

SAVIOR NEVERMORE I: THE CONFRONTATION - COLUI CHE NON SARA' MAI PIU' IL SALVATORE I: IL CONFRONTO

Grafie malefiche mi corrompono la mente.
Era la luce eclissata dall'ombra.
Infelice giudizio.
La nebbia ha preso il sopravvento
e intanto gli elogi funebri per la terra vengono celebrati.
Ho orchestrato un piano silenzioso
e l'ho raggiunto ingannando cuori rivali.
Ne ricucirò le parti intrappolando i loro pensieri
e convincendoli che ciò che pensavano non è mai accaduto.
E' come dormire nello stato di veglia.
E' la mia risolutezza.
Il mio senso degli spazi.
Di quale peggior colpa si sentirà mai parlare?
Perché i loro peccati sono molto più grandi
di quanto ha violato la mia confessione,
ma questo tempo di follia deve essere concluso.
Una volta eri il loro fedele guardiano,
ma ora ciò che hai difeso è corrotto.
Non esiste certezza su cui dibattere
per rallentare lo scorrere della clessidra
e attraverso la luce delle loro anime
vedo il profilarsi dell'ombra della colpa.
Una volta eri il loro supremo salvatore,
ma come possono chiederti di perdonare i loro errori?
No! Abbiate pietà!
Ho visto il fantasma della natura,
uccisore di sogni.
Tutto è tristezza e odio
e nessuna forza li può fermare.
Il salvatore consacrato non esisterà più.
Tra le mani della morte è adagiata una rosa
e il dolore si libera dalla grande sofferenza della vita.
Per vivere ancora la spina deve essere rimossa
e per questo il mio nome resterà "Colui che non sarà mai più il salvatore".
Perché egli si è abbandonato al peccato
per fiutare il fuoco corporale.

SAVIOR NEVERMORE II: THE DEVOURING SHADOW - COLUI CHE NON SARA' MAI PIU' IL SALVATORE II: L'OMBRA DIVORATRICE

Questa è la stagione della sconfitta,
dove l'oscuro cielo usurpatore 
riflette il colore dei miei intenti.
Sarò per sempre il cattivo.
Venti di tempesta si raccolgono frenetici
e recitano un inno di morte.
Ululano il desiderio per la vita.
L'ultima canzone dei dannati.
Lacere scene eburnee
e terre divise da un velo rosso.
Si discute su questo verso di disarmonia
e si testimonia la fine della storia.
Si muore!
Le ferite sono così aperte che persino un martire le invidierebbe.
Mi avete forzato la mano a consegnarvi alla fine.
Avete consacrato la mia lama malvagia
e il calore del sangue vi spazzerà via.
Chiudete gli occhi
e lasciate che vi trascini in basso!
Non temere, angelo, di non rincontrarci più!
Non aver paura di quest'epoca ormai al termine!
E' finita.

VAE VICTIS - GUAI AI VINTI

Una luce fosca saluta il nuovo inizio
e tesse i fili di una fatale conoscenza.
La pallida notte, in cui un'epoca giace moribonda, 
giura sulle ceneri del genere umano.
Un'eco violenta investe le terre
e graffia il suolo come una funebre orchestra.
Una luttuosa canzone.
Una nenia di dannati,
le cui angoscianti promesse sono finalmente svelate.
I nostri ricordi sono persi per sempre,
come quando un cuore resta infilzato da una spina.
La sorgente del seme celeste,
cresciuta sotto lo sguardo intenso degli annunciatori di sventura,
singhiozza.
Io sono il buio, proclamano.
Questa è la mia ultima battaglia.
Per la gloria della notte eterna!
Il peccato dei peccati reclama la società
e consacra i desideri per il nuovo inizio.
Ci riuniamo alla cenere, nel nostro viaggio verso il sepolcro,
accompagnati dalla rovinosa aspirazione dei nostri sacri doveri.
Il terreno non è redento
e il sangue lo ha pervaso.
A quelli che hanno combattuto e sono morti
per proclamare l'onore 
e per la gloria della notte eterna!
Presto scoprirete che il terrore avrà fine non appena morirete.
Io sono il buio, proclamano.
Questa è la mia ultima battaglia.
Io sono il vento delle tenebre
e sono la luce che ha fallito.
Caricando a testa bassa nella dolente tempesta
una terribile ondata di spade si leva
e quando la pallida nebbia scende come un sudario di morte
cade ogni speranza e la perdizione si abbatte su tutti.
Si generano orrori che avanzano barcollando,
sorti dal desolato grigiore che li avvolge
e si manifestano in un sontuoso incubo.
Le pagine profetiche sono perdute
e nelle cripte sotterranee aleggiano preghiere
asservite alla progenie della sventura.
E da questo sarei denigrato?
Per la compassione inflitta a un'era di guerre senza fine
le detestabili catene imprigionano la confortevole alba.
Tutto ciò sarebbe stato tristemente ricordato
come la Grande Divisione.
Ci avete creduto?
Avete letto le profezie?
Ora il tempo è alfine giunto.
E' la conclusione di tutte le cose.
Questo io decreto!
Io sono il vento delle tenebre
e sono la luce che ha fallito.
Sono l'ombra agghiacciante che attraversa il velo.
Vi inchinerete a chiunque mandi in frantumi
i sogni che avete intessuto.
Osservo il mio capolavoro
e gli scenari di morte sotto i miei piedi.
Le ceneri vengono spazzate via dal vento
e tutto questo accade per mano mia!
Ho reciso le vene dei pianeti
e ne bevo ciò che rimane.
Senza fatica vi ho fatto abboccare all'amo.
Ora è tabula rasa!
Lasciate che la morte abbia inizio
e che le sofferenze della vita terminino!
Il nostro tempo è arrivato alla fine.
Che l'esistenza possa rifiorire dalle ceneri! 
Tutto è compiuto.

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