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Testi Metal Tradotti

Testi tradotti in italiano dei nostri gruppi metal preferiti. In continuo aggiornamento...

Eluveitie - Ategnatos

Pubblicato su 4 Maggio 2019 da Federico Fasciano

ATEGNATOS - RINASCITA    
    
(Oh, sfolgorante sole della notte!    
Poso il mio sguardo su di te.    
Oh tu, ambrata luce d'oro,    
lascia che il buio cali su di me!    
Possente calderone! Oh dimora!    
Mi affido completamente a te,    
panacea del nulla, quando niente rimane).    
Dai campi spulati* osservavano il portone,    
tremanti di paura e timorosi di rinunciare.    
Con ansia arraffavano gli avanzi dal tavolo,    
come a dover dimostrare la loro miseria.    
E i porci si radunavano tutt'intorno    
alla brillante moltitudine di perle.    
A mani vuote il grande re governava.    
Non possedeva altro che luce.    
I corvi fendevano l'aria.    
Stolto è lo schiavo che non teme le proprie catene    
e che anzi le osserva con gelosia.    
Dai campi spulati osservavano il portone,    
paralizzati dalla paura in presenza del vergobreto**.    
Onoravano dottrine di negazione (della realtà)    
e si crogiolavano con storie di poveri uomini.    
E i porci si radunavano tutt'intorno    
alla brillante moltitudine di perle.    
Proprio come avvoltoi che bramano la carne dei cadaveri.    
    
Note:    *(A seguito della pulizia del grano dalla pula)
           **(Magistrato del mondo celtico)
    
ANCUS - MORTE    
    
La morte è soltanto un passo in una vita perpetua.    
    
DEATHWALKER - MORTE CHE CAMMINA    
    
In sofferenza, inseguiti e messi all'angolo.    
Nel calderone ad abbracciare l'eclissi    
e ad inalare l'angoscia.    
Avvizzendo, nel rosolare della carne e del sangue,    
distrutto è l'effimero esercito.    
Arranca la volontà spezzata.    
L'ultima battaglia si è consumata.    
Estinzione!    
Mi elevo nel cielo di una notte senza stelle     
e rinato dalle ali nere dell'alba    
volo lontano dal passato.    
Mentre traverso nella solitudine,    
l'oro muta in un grigio funereo.    
Non mi guarderò indietro, né piangerò.    
Alle porte di un luogo tra le dimensioni    
mi avvolgo (nel mio manto) per abbracciare l'eclissi    
e affondare nel vuoto.    
Lo inseguo alla fine della notte, invisibile    
e vengo gettato nella corrente ghiacciata.    
Su in alto sopra le chiome degli alberi e poi giù nel buio.    
(Il fuoco nato sull'asse del mondo è diventato parola).    
Su questo ponte così stretto     
i miseri brandelli (delle mie vesti) mi hanno lasciato    
e rivestito soltanto della mia nudità    
ho varcato il passaggio.    
(La morte cammina oltre il ponte incandescente    
in un tempo in mezzo al tempo.    
Sono un testimone e vi annuncio    
che noi non moriamo, ma semplicemente ci trasformiamo).    
    
BLACK WATER DAWN - L'ALBA DELL'ACQUA NERA    
    
Sulle sponde del crepuscolo non c'è acqua, né terra.    
Soltanto l'incommensurabile oscurità del cielo.    
Al chiarore della luna, le onde simili a metallo    
si gonfiano minacciose    
e la brezza notturna mi chiama per nome.    
Osservo la notte, come se potessi vedere.    
Non c'è terra in vista. Solo l'abisso vorace.    
Mi rassegno sulla mia esile galea    
a veleggiare verso la perdizione.    
E' un destino così buio!    
Riuscite a percepirle? Riuscite a vederle?    
Le colline verdi. Il ruscello argentato.    
Non riuscite a vedere il cielo neonato?    
E il sole eburneo?    
Siete così vicini al sole dell'aurora!    
Sulle onde del mare agitato    
i flutti sferzanti mi scagliano maledizioni.    
Mi gridano contro i cormorani con il becco spalancato    
e strappano e masticano, come sventura al mio fianco.    
Incontro alla morte,    
l'imbarcazione scivola sulle acque profonde.    
Verso una terra immonda, solca il mare acrimonioso.    
La resistenza si consuma e la volontà è spezzata.    
Il cuore è come paralizzato    
e i sensi ne sono annichiliti.    
La percepite? La sentite?    
La canzone dalle querce. La chiamata dei corvi.    
Non riuscite a vedere il cielo neonato?    
E il sole eburneo?    
Siete così vicini al sole dell'aurora!    
Siete così vicini alla terra dell'eterna giovinezza!    
    
A CRY IN THE WILDERNESS - UN GRIDO NELLA NATURA SELVAGGIA    
    
In una bellezza immacolata è nascosto il nesso.    
In canzoni adorne di merli ecco che si rivela!    
Celato nelle maestose chiome delle querce,    
può essere riconosciuto in un ordinario atto di bontà.    
Nel peso dell'agonia c'è un richiamo all'esortazione.    
Nell'opportunità inaspettata c'è un bagliore    
proveniente dalle sale di Lugus*.    
Nella beatitudine dell'amore vero nasce un presentimento    
e nella sofferenza l'onirico si manifesta.    
Il groviglio senza fine, nel richiamo del crepuscolo,    
pervade la vastità dell'esistenza.    
Le impronte dell'Autunno** sono ovunque intorno a noi.    
Il sole della notte splende così luminoso    
su tutto ciò che ci è possibile vedere.    
Ascoltate! Il cordone ombelicale si allunga nel buio.    
Il sole della notte brucia così luminoso.    
Il fuoco primevo nato dall'Autunno    
arde perpetuamente sull'Omphalos***.    
Si fece carne per dimorare tra noi,    
grondante verità e grazia.    
Il libro è spalancato.    
I cancelli chiamano e i loro echi risuonano.    
Le parole vengono udite.    
(Il fuoco nato sull'asse del mondo è diventato parola).    
    
Note:    *(Dio della creazione e della conoscenza)
           **(Luogo dove avviene il passaggio tra morte e rinascita)
         ***(Pietra antica in cui si riconosceva l'ombelico del mondo)
    
THE RAVEN HILL - LA COLLINA DEL CORVO    
    
(Oh, benvenuti a casa! L'estate sta arrivando!)    
Come predetto, i tre fuochi benedetti bruciano nel buio.    
Profetizzato è l'arrivo dei sofferenti,    
allo stremo, ma ancora pieni d'orgoglio.    
I figli dell'Autunno.    
Atteso è il volo delirante dei messaggeri oscuri.     
Vengono dal nord e un tempo erano in catene,    
ma si sono disfatti del loro giogo opprimente.    
Saranno un raggio di luce nella gloria dell'Antico.    
Qui sulla collina del corvo è stato eretto un monumento.    
Nessuno dovrà mai dimenticarlo    
e nessuno dovrà mai rimpiangerne il sacrificio.    
Predetto è l'arrivo dei corvi reali di Lugus.    
Chiara è la manifestazione dell'ispirazione.    
Ora risplende, ma sconsolata è la nobile figlia del sole.    
Perché tutti lo possano vedere,    
guardate! Questa è l'eredità d'Agosto di Ogmios*.    
    
Note:    *(Dio dell'eloquenza)
    
AMBIRAMUS - VIAGGIO    
    
Da lontano un grido risuona.    
Parole prodigiose riecheggiano nel mio cuore irrequieto.    
E' un richiamo che sento in tre diversi linguaggi,    
di una maestosità incredibile.    
Leggero e silenzioso sussurra il mio nome    
e io non posso oppormi.    
Così mi dirigo verso l'ignoto    
e apro le braccia per lasciarmi cadere.    
Viaggio.    
(Il mio viaggio proseguirà verso la Valle del diletto).    
Ricoprimi col tuo manto d'oscurità!    
(Mi spingo verso la Terra della giovinezza).    
Ho perso il controllo    
e procedo alla deriva in una tenebra arcana.    
Tutto ciò che conoscevo si offusca    
in un pallido e distante ricordo.    
    
MINE IS THE FURY - MIA E' LA FURIA    
    
Con fame inesauribile i vendicatori mandati da Dio    
si nutrono dell'effimero e dell'evanescente.    
Girano entusiasti intorno alla faccia della Terra    
e acclamano gli déi con indomabile frenesia.    
Sentite il morso delle fiamme!    
Una catartica tempesta di fuoco.    
Il mare di fiamme danza in estasi.    
Guardate i flutti che vengono domati,    
purificati e ripuliti da ogni lordura!    
Il fuoco è famelico.    
Inghiotte e consuma tutto in un colossale banchetto.    
Oh, profonde acque blu!    
Mugghiate la vostra sinfonia    
finché non ci sarà più nulla da fare!    
Come un'insaziabile volverina* la bestia si scatena.    
La torma rosso sangue divora ogni cosa.    
L'inferno divino si crogiola nella sua santità.    
Mia è la furia!    
Mia è la mano della giustizia!    
Sarà un rito espiatorio, preludio di una nuova alba.    
Suonerò la campana a morto.     
Riporterò la vita.    
Sono il risanatore. Sono l'annientatore.    
Sono il principio e la fine.    
Sentirete il peso delle onde.    
La tempesta purificatrice rifluirà,    
finché l'invincibile non si sarà placato    
e la ruota non girerà come predetto.    
Esultate e rallegratevi!    
    
THE SLUMBER - IL SONNO    
    
Passo dopo passo ci trasciniamo    
lungo questa strada scarlatta.    
Senza meta e feriti, bramosi e malati,     
avanziamo torvi, seguendo la Sua volontà.    
Un passo dopo l'altro su questa strada scoscesa,    
dipinta del nostro stesso sangue.    
Passo dopo passo percorriamo il nostro lungo cammino    
e respiro dopo respiro saliamo più in alto.    
Quanto desidero il risveglio!    
Ritornare all'aria aperta!    
Invece barcolliamo nel sonno,    
sonnambuli e perduti.    
La lunga marcia ci fa errare,    
sognando la terra promessa,    
mentre la morte ci deride e ci rintocca vicina.    
Una verità dopo l'altra, donata e imbandita,    
ci viene somministrata.    
Giorno dopo giorno beviamo il sangue dei nostri figli,    
cosicché affrontino ancora una volta questa strada.    
Un sogno nitido. Un percorso diritto.    
Un, due. Un, due. Affranti, marciamo.    
Aprite gli occhi! Non vedo la luce.    
Continuiamo a marciare.    
Aprite gli occhi! Neanche voi vedete la luce.    
Continuiamo a marciare verso il nulla.    
    
WORSHIP - ADORAZIONE    
    
E io vidi una bestia sollevarsi sul mare dell'Occidente    
e la bestia era come un colosso.    
Portava una corona a dieci punte     
e il nome della decima punta era Blasfemia.    
Dalla sua bocca grondava il sangue dell'uomo    
e la sua bocca emetteva empietà e abomini.    
A essa era dato il potere.    
Tutti gli uomini sulla Terra erano in adorazione    
e le loro orecchie non capivano il linguaggio divino.    
Se gli uomini avessero potuto ascoltarlo, lo avrebbero ascoltato.    
E io vidi una seconda bestia emergere dagli abissi,    
somigliante a un toro e con due corna dorate.    
Pronunciava bestemmie e raccoglieva tutto il potere    
della prima bestia nel suo sguardo.    
Costringeva la Terra e tutti gli uomini    
ad adorare la prima bestia.    
"Lodate il re Sesroneos!    
Oh venite, piccoli bambini!    
Venite tutti al mattatoio,    
nel mio regno intriso di sangue!    
Glorificatemi sul mio trono che vi sovrasta!    
Ringraziate per la nemesi del vostro vitello d'oro!    
Siete come agnelli condotti al macello.    
Siete come falene dirette verso la fiamma.    
Resterete in ginocchio    
e loderete e temerete il mio nome!    
Oh venite, piccoli bambini!    
Venite tutti qui a me!    
Questa è la chiamata della vostra vocazione.    
Glorificate il vostro nobile salvatore e padrone!    
Liberatevi delle catene del complotto di Ogmios!    
Poserò il mio sguardo su di voi e vi darò la pace".    
    
TRINOXTION - TRE NOTTI    
    
Tutto è silenzio.    
Stelle senza nome brillano gelide nel cielo.    
Le tre notti di Samonios* sono giunte.    
    
Note:    *(Celebrazione che segnava l'inizio dell'anno nel calendario celtico).
    
THREEFOLD DEATH - TRIPLICE MORTE    
    
Vi ricorderete di me    
e riconoscerete il mio nome     
quando sarò libero?    
E' così che finisce ora?    
L'ultima cosa che vedrò    
è il fondo di una dannata botte?    
Nutrirò i corvi, appeso e putrido,    
in presenza della mia futilità.    
Verranno accese le fiamme    
e io ne sarò ustionato e carbonizzato,    
incarnazione della mia vanità.    
Colui che un tempo era ritenuto glorioso,    
ora impallidisce nel disprezzo    
ed è abbandonato alla derisione.    
Il tempo si è fermato    
quando ero in attesa del freddo metallo    
e i tendini mi sono stati attorcigliati intorno al collo.    
Il carnyx* fischia acuto    
e il mondo un tempo conosciuto    
lentamente annega in un rosso anestetizzante.    
Vi ricorderete di me    
e riconoscerete il mio nome     
quando sarò libero?    
Mi aspetterete per un po' presso la grande pietra    
nella luce della sera?    
E' così che finisce ora?    
I sensi mi abbandonano    
e la dignità viene privata del suo significato.    
Il sacrificio è completo.    
Il carnyx risuona due volte e una terza,    
prima che intensamente riecheggi il richiamo dei corvi.    
    
Note:    *(Strumento a fiato celtico)
    
BRETHE - RESPIRARE    
    
Ciechi e abbattuti vacillano verso il vuoto.    
E' una schiera spettrale di anime esiliate.    
Ci perseguitano perché non possono vedere    
e affliggono coloro che li rendono liberi.    
Vi ho desiderato.    
Vi ho desiderato troppo a lungo.    
Sto tornando a casa.    
Sto per rinascere ora.     
Affonderò dentro di voi e respirerò di nuovo.    
Sto tornando a casa.    
Guardate! Ho combattuto la mia battaglia    
e ho affrontato la mia corsa.    
Morirò e rinascerò,    
nell'oscurità come nella roccia.    
Sfolgorante sole della notte, sto tornando a casa.    
Sono stato abbandonato!    
Tutto ciò che era diventa ciò che è.    
Tutto ciò che appassisce e muore    
è come una larva nel suo bozzolo.    
"Signore del cielo. Signore delle montagne.    
Una nostra amica è ferma sulla roccia,    
ma ti preghiamo di lasciarla vagare    
per sempre tra le sue montagne.    
Sucellos, padre della neve!    
Ricopri ogni cosa sulle sue montagne,    
fino ai cieli. Fino all'Autunno".    
    
REBIRTH - RINASCERE    
    
Queste terrificanti ombre danzano    
nel mio sguardo che si affievolisce    
e gridano le loro parole vuote.    
L'anima randagia, nella mia carne arrostita,    
si spegne tra le fiamme.    
Il mio mondo delirante è riempito dalle strida,    
simili alle grida di un mercato,    
di chi è in adorazione del vuoto.    
Tutti svaniamo tra i rumori monotoni e distanti.    
Oh, sfolgorante sole della notte!    
Poso il mio sguardo su di te.    
Oh tu, ambrata luce d'oro,    
lascia che il buio cali su di me!    
Possente calderone! Oh dimora!    
Mi affido completamente a te.    
Panacea del nulla,    
quando non rimane niente,    
questa è la mia rinascita.    
Come un sofferente ed afflitto    
che si abbandona dolcemente alla serenità,    
ricorderò alla fine questo grembo?    
Arriverò a conoscere?    
Non sono qui e non durerò.    
Sono il grano della terra    
e l'onda del mare profondo.    
Sono la parola delicatamente bisbigliata    
nella mormorante brezza d'autunno.    
Di fronte al cancello dell'Autunno    
osservo lo specchio del lago    
e non mi riconosco, né capisco.    
    
ECLIPSE - ECLISSI    
    
Oh, sfolgorante sole della notte!    
Poso il mio sguardo su di te.    
Oh tu, ambrata luce d'oro,    
lascia che il buio cali su di me!    
Possente calderone! Oh dimora!    
Mi affido completamente a te.    
Panacea del nulla, quando niente rimane.    
Oh tu, insondabile notte!    
Ti offro me stesso    
e quando il mio tempo sarà prossimo,    
lascia che il silenzio mi inghiotta!    
Sacro grembo! Oh amato bosco!    
Ti offro me stesso    
e mi rallegrerò quando niente resterà.    
    

 

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